IL DESIGN E' AVANGUARDIA

"Ancora prima che venisse usato il termine design per definire una produzione giusta per oggetti che rispondono a funzioni necessarie, tali oggetti erano già in produzione e si continuano a produrre, e ogni volta vengono migliorati secondo i materiali e le tecnologie usati. Sono oggetti di uso quotidiano nelle case e nei posti di lavoro e la gente li compera perchè non seguono le mode, non hanno problemi di simboli di classe, sono oggetti ben progettati e non importa da chi. Questo è il vero design."  –  Bruno Munari

 

"Credo che un bravo designer debba sempre essere un passo più avanti del proprio tempo. Dovrebbe mettere in discussione qualunque cosa che venga generalmente considerata ovvia. Deve avere un naturale intuito per come cambiano le abitudini delle persone, per la realtà in cui vivono, per i loro sogni, i loro desideri, i loro problemi, le loro necessità. Deve inoltre saper considerare realisticamente le opportunità e i limiti che offre la tecnologia"  –  Dieter Rams

 

"Se un disegnatore industriale va considerato, tra l'altro, un creativo risolutore di problemi e vuole restare tale, è importante che egli sia a conoscenza delle implicazioni, sociali, economiche e culturali della realtà emergente."  –  Tomas Maldonado.

 

"Produzione senza appropriazione. Azione senza imposizione di sè. Sviluppo senza sopraffazione."  –  Lao Tse

 

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta."   –  Richard Buckminster Fuller

 

 

 

Esiste un design  ipertrofico, inconsistente, perduto. Serve agire  per una progettualità  autentica, onesta, contestuale, innocua all'ambiente dunque all'uomo e ciò sta a significare oggi più che mai, costruire l'unico progetto pensabile e desiderabile quello sostenibile. 

SpontaneoDesign si avvale dell'ineguagliabile intelligenza funzionale ed estetica della natura, ispirandosene costantemente con profonda ammirazione e riconoscenza. Lo studio persegue precetti di blue economy-circular economy, di design sistemico e di biomimetica.

Si nutre degli esempi di donne e uomini che hanno osservato, compreso e costruito progetti di equità e prosperità. Sono storici luminari come Aurelio Peccei, Richard Buckminster Fuller, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto, Bruno Munari, Adriano Olivetti, Georgescu- Roegen...e contemporanei come Josè Alberto Mujica Cordano, Gunter Pauli, Enzo Mari, Paolo Ulian, Lorenzo Damiani, Daniela Ducato, Catia Bastioli, Marco Astorri, Rossano Ercolini... 


BIOGRAFIA

Mi chiamo Michela Bucciarelli sono nata a Pescara il 22 luglio del 1978. Nel 1998 mi diplomo in Maestra d'Arti Applicate, sezione sperimentale del corso di design per la ceramica, nella scuola Statale d'Arte Ulderico Midossi di Civita Castellana (Vt), ottenendo pieni voti. Conseguo con il massimo dei voti, la laurea triennale in Product Design a. a. 1999/2002, presso l'Istituto Europeo di Design (IED) di Roma. Nel 2002 ottengo il premio per il concorso di Light Design indetto dalla toscana DGA Fibre Ottiche. Dal 2003 al 2004 sono progettista presso la DGA di Firenze. Dal 2004 al 2006 collaboro per la ditta di arredo bagno ToscanaMetalli presso Monteroni d'Arbia, Siena.

Dal 2005 al 2010 collaboro per l'ADHOC del Gruppo Ragaini, azienda marchigiana operante nel termoarredo. Dal 2010 al 2011 entro a far parte dello studio tecnico di Ceramica Globo, azienda  produttrice sanitari e arredo bagno, con sede nel distretto ceramico laziale di Castel Sant'Elia (Vt). Il 1 giugno del 2011  sperso nella splendida Tuscia viterbese inauguro  SpontaneoDesign, laboratorio di progettazione e ricerca vocato all'utilizzo  e alla sperimentazione di materiali  naturali e innovativi quali in primis, il bambù italiano ma anche biopolimeri,  canapa industriale,  ceramica, sughero, feltro,  alluminio, vetro,  carta,  pietra.

Nell'autunno del 2015, mi trasferisco a Milano e tutt'ora mi trovo   in questa città.

Lo studio propone complementi per l'arredamento, elementi per la cura della persona, gioiello...e opera in  autoproduzione con il recupero di modalità esecutive ibride cioè di artigianato e di disegno industriale (innesti tecnologici, ingegnerizzazione) questo, al fine di interloquire con l'industria alla quale promuovere serialità virata alla rigenerazione, all'efficientamento,  alla realizzazione di prodotti biofilici. Fondamentale  l'influenza del maestro Munari: "...una foglia è bella ma non per ragioni di stile, perchè è naturale, nata dalla sua funzione con la sua forma esatta. Il designer cerca di costruire l'oggetto con la stessa naturalezza con la quale in natura si formano le cose...aiuta l'oggetto a formarsi con i suoi propri mezzi..." da,  Arte come mestiere  Bruno Munari 1966. 

Il design è o dovrebbe essere espressione di multidisciplinarietà (approccio sistemico),  essere fattore risolutivo concernente problematiche antropologiche, aderenti alla qualità (non solo estetica) alla quantità, alla fruizione e  lavorazione dei prodotti (servizi, processi produttivi) tutti aspetti  valoriali obiettivi, imprescindibili per qualsiasi epoca e contesto socioambientale. 

"Soltanto se si ammette la vastità dell'arco d'implicanze del disegno industriale è possibile afferrare tutta la sua reale importanza", Tomas Maldonado.

Il design è sociale perchè forte elemento antropico, il design è politica è ambiente è economia è cultura.  

Mi interessano la bellezza la sostenibilità e prosperità del capitale ambientale ed umano, null'altro.


COS'E' SPONTANEODESIGN

Il valore spesso nascosto o dimenticato dei materiali ("si è abituati a vedere il materiale come un oggetto ma quell'oggetto è fatto di persone" Daniela Ducato) i concetti di efficienza e di riciclo ("...la necessità di non limitarsi a operare sulla quantità, riducendo materiali, energia e, in ultima analisi, consumi, ma intervenire invece sulla qualità e sulle caratteristiche strutturali dei processi di produzione, ribaltandoli e riorganizzandoli attraverso un percorso che riduca gli sprechi e utilizzi al meglio le risorse." da Neomateriali nell'Economia Circolare Edizioni Ambiente.), l'amore di sempre per la natura, la passione per il progetto, le istanze ambientali e culturali della società contemporanea che riguardano tutti  e la manualità, lo sporcarsi le mani che sin da giovanissima mi caratterizza, tutto insieme interviene costantemente su di me determinando ogni scelta.

Dopo gli anni 2008 - 2010,  ho desiderato condurre la mia esperienza lavorativa e formativa verso l'artigianato e una visione di serialità sostenibile. Nel 2011 nasce l'auto-produzione di lampade, contenitori, oggetti per la casa, gioiello, studio di grafiche eccetera.

Spontaneo  è sinonimo di_ribellione, necessità, autenticità, istinto, di coscienza, sguardo critico e indipendente, di ricerca, di   inclusione...  Scelta fra le più audaci, ma ancora la migliore fatta finora. 


EPIDERMIDE E LENTEZZA

Ho sempre guardato le impronte digitali come la continuità morfologica dell'encefalo umano. Tra le linee meandriche cerebrali e quelle della mano, trovo ci sia forte somiglianza. Suggestione certamente, eppure spesso le soluzioni tecniche di un progetto, comprese quelle che riguardano l'estetica, sembrano generarsi istantaneamente dalle mani. Difficile descriverlo a parole ma questo accade, un recondito scambio sensoriale che solo l'atto, il processo artigianale fa avverare in tempi ponderati e conquistati. 


MATERIALI

Sono connessa alla natura da sempre e da sempre la mia   sensorialità (specie per i materiali) inizia-finisce da essa, indissolubilmente. L'esser biofilica è condizione privilegiata ma impegnativa. Alvar Aalto nelle sue teorizzazioni sul design è arrivato a sostenere l'importanza dei bisogni emozionali i quali venivano in parte appagati dalla presenza e dall'utilizzo del legno che descriveva come "la forma ispiratrice, il materiale profondamente umano". Ho avvicinato il bambù per la prima volta visitando l'Orto Botanico di Roma e da allora è diventato il mio legno (non-legno) di riferimento, il prescelto per i miei progetti. "...è quasi un osso, questa specie di erba preistorica...Il bambù è quasi come un profilato vegetale, un tubo verde... La natura ce lo offre gratis, in qualunque dimensione, già verniciato" questa l'emblematica descrizione di Munari risalente al 1966. Del vegetale utilizzo il culmo, il diaframma, il rizoma, la guaina, fino ad arrivare ai semilavorati come il tranciato, i listelli, il density. Le specie sono il madake, il moso, il tonkin e altre. La mia visione d'insieme è quella di voler diffondere in Italia, paese nel quale attualmente specie nel comparto design,  il materiale è pressochè sconosciuto, la Cultura del Bambù-Progetto, costruendo nuovi approcci e percorsi sia nell'artigianato che nella ingegnerizzazione, per incentivare la formazione di una nuova filiera e attivare una rete di collaborazioni sul territorio italiano (e non solo) già ricco di stupende piantagioni e appassionati esperti-pionieri. SpontaneoDesign  persegue principi della blue economy ("la blue economy dimostra che possiamo trovare modi per utilizzare la fisica la chimica e la biologia con materiali rinnovabili e pratiche sostenibili proprio come fa l'ecosistema" Gunter Pauli da Blue Economy Edizioni Ambiente) ed economia circolare e del design biomimetico (Munari offre ancora una volta una esatta e sintetica definizione sulla biomimetica: "si prende come punto di partenza un fenomeno naturale e da questo si può sviluppare una soluzione progettuale. Per esempio dalla struttura naturale del bambù della sua tipica fibra nasce l'idea di rinforzare le materie plastiche con fibra di vetro") e discipline come quella del design sistemico (una scienza del design basata sul  rifiuto-dello-scarto in quanto esso è materia che si trasforma). Lo studio si interessa ad altri materiali altamente performanti come i biopolimeri e la canapa industriale. Ho un motto che recita, il futuro è presente da migliaia di anni  ( ovvero  nulla si crea, nulla si distrugge tutto si trasforma) e vuol far riferimento alla magnificenza di forme e meccanismi biochimici di cui la natura è forgiata e che mette a disposizione da tempo immemore a chi sa osservare, preservare,  allearsi ad essa. Cerco di rigenerare ed efficientare materia prima proveniente da risorse residuali e d'abbondanza (il bambù lo acquisto o recupero ricevendolo in donazione). Nel 2015 ho ideato il manifesto per il Bambù - Progetto (bambù progetto culturale) e,  in quella occasione, ho conosciuto il caro Lorenzo Bar padre del bambù italiano e fondatore dell'associazione italiana bambù, l'A.I.B.                                   


SPONTANEODESIGN J

Thomas Froese, amico e coltivatore di bambù (pioniere del primo bambuseto biologico nelle Langhe) nell'autunno del 2013, anno in cui visitai la sua azienda agricola, mi fece dono di una foglia molto grande e sconosciuta per me fino ad allora. Si trattava di una guaina così viene chiamata ed è il grembo, la culla che avvolge e protegge il germoglio del vegetale. Ha precise caratteristiche, quella di essere liscia come pietra levigata (Thomas mi ha fatto notare che è fatta così perchè è una sorta di rampa di lancio, deve essere funzionale per lo scorrimento e lo slancio del portentoso germoglio) di avere una superficie, quella sul retro, con capacità di repellenza incredibili (non tiene quasi nessuna colla e anche sostanze chimiche pesanti, difficilmente la intaccano o rovinano). Ma la caratteristica più evidente e d'impatto riguarda l'estetica, la foglia presenta una magnifica doratura lucidissima e altamente riflettente. Per questo motivo la sua applicazione (la foglia è difficile da gestire poichè secca, assai tenera da un lato ma assai robusta dall'altro...la ricerca della misura, della geometria e del taglio, è pensata anche per fornire una 'autostruttura' protettiva) ha visto nascere piccoli - medi - grandi pendenti in maniera del tutto inaspettata. Alcuni esemplari sono volutamente minuti, poichè la capacità riflettente è talmente alta che ho voluto creare un contrasto fra la superficie e l'intensità di luce prodotta. I tagli piccoli sono come perle, discreti ed eleganti punti luce. Il 2017 è stato l'anno di nascita della collezione OROO (bamboo + oro) una prima volta assoluta nel campo del gioiello  per lo studio che ha accompagnato l'esordio, con la dicitura SPONTANEODESIGN J (jewel-gioiello). La guaina è un materiale assolutamente grezzo, di risulta, ovvero derivante dall'annuale raccolta agricola e dalla manutenzione della coltivazione. Essa viene lasciata sul terreno per cui è naturale residuo che recuperato, si trasforma in preziose forme lucenti. Una risorsa riutilizzata, valorizzata, un piccolo esempio concreto di quella formidabile economia chiamata blu (la blue economy evoluzione della green economy). Questa pianta continua a sorprendermi, emozionarmi, convincermi sempre più della sua preziosità assoluta e prodigiosa versatilità.

Oroo  è un distillato di bellezza, un gioiello di ingegneria naturale e  sostenibilità quale è il bambù. 





ORDINI e SPEDIZIONI

Dal 2015 realizzo i prodotti su ordinazione tramite contatto privato. Questa scelta è voluta per favorire le migliori condizioni produttive e organizzative, poichè mi occupo personalmente di ogni aspetto ideativo ed esecutivo,  dalla finitura degli oggetti al packaging, alla grafica, fotografia, fino  ad arrivare spesso alla raccolta del materiale. Le spedizioni sono gratuite su tutto il territorio nazionale e i tempi di realizzazione possono variare dai 7 ai 30 giorni circa. Per richiedere i prodotti disponibili è sufficiente entrare nella pagina PRODOTTI e contattarmi tramite la mail. Potete raggiungermi anche su Facebook, Pinterest, Instagram e Twitter e a questo numero telefonico/whatsapp  +39-3477875741. Grazie infinite.